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Ricetta elettronica nei pet

Ricetta elettronica nei pet

 A MilanoVet Expo è stato presentato il modello (“quasi definitivo”) della ricetta veterinaria elettronica negli animali non produttori di alimenti.

Tutto esaurito, sabato sera, alla sessione di MilanoVetExpo dedicata alla ricetta veterinaria elettronica. Due ore intense e partecipate, dedicate soprattutto al modello di prescrizione digitale per i pazienti animali non dpa (non destinati alla produzione di alimenti). In sala l’ing Marco Secone del Centro Servizi Nazionale (CSN) dell’IZSAM, il Centro che, per conto del Ministero della Salute, sta implementando la piattaforma informatizzata che sarà utilizzata dai Medici Veterinari prescrittori dal 1 settembre 2018.

In vista della scadenza del 1 settembre, stabilita dalla Legge Europea 2017, numerosi gruppi di testing e di sperimentazione stanno mettendo a punto il sistema, affinchè dematerializzi fedelmente l’atto prescrittivo cartaceo. “Ma senza nuovi obblighi aggiuntivi- hanno precisato i relatori: la dirigente ministeriale Loredana Candela (in collegamento a distanza), il responsabile dei servizi veterinari della Regione Lombardia, Antonio Vitali, e lo stesso Presidente ANMVI Marco Melosi che ha puntualizzato la finalità ultima del passaggio al metodo digitale: la tracciabilità dei medicinali veterinari- dall’AIC fino all’utilizzatore finale- per rendere misurabile il flusso dei medicinali veterinari.

Già perfezionato (e in lavorazione dal 2015) il modello per la prescrizione negli animali da reddito. Quello per gli animali da compagnia è invece  motivo di apprensione fra i Medici Veterinari, come testimoniato dagli interventi in platea sabato scorso a MilanoVetExpo e dall’affluenza massiccia che si è preannunciata numerosa fin dalle prime ore di sabato.

A preoccupare i professionisti del settore pet, non sono solo i tempi ristretti, ma anche l’impatto sul quotidiano professionale sia in termini di appesantimento gestionale che di relazione con una clientela non sempre agile nell’uso delle nuove tecnologie. Dubbi che si accompagnano anche alla revisione dei controlli, uno dei prossimi step annunciati alla platea ma che- a detta delle autorità presenti- realizzerà semplificazioni per tutti. Una tracciabilità trasparente ed un modello prescrittivo che consentirà anche di abbattere gli errori formali della prescrizione cartacea, sono i cardini di una “rivoluzione”- secondo la definizione del Ministero della Salute- portatrice di vantaggi  per tutti i soggetti coinvolti. Per i clienti meno “smart” sarà sempre possibile il rilascio della stampa cartacea della ricetta veterinaria per recarsi in farmacia.
Dal punto di vista legislativo, è stato più volte ribadito in sala, la ricetta elettronica rifletterà le stesse regole e norme già in essere in Italia e – in prospettiva- anche quelle contenute nel nuovo Regolamento sui medicinali veterinari, atteso entro il 2019 e direttamente applicabile a tutti gli Stati Membri.

L’abilitazione alla sperimentazione, cioè alla simulazione delle emissioni in fase di testaggio del sistema, viene inizialmente rilasciata ad un gruppo di tester, per poi essere estesa ad un numero sempre più ampio di Medici Veterinari. Nel frattempo sarà messo a punto il Manuale operativo che la Legge Europea prevede sia emanato dal Ministero della Salute. A breve il portale vetinfo (già familiare ai liberi professionisti del settore animali dpa) consentirà anche i medici veterinari dei pet di utilizzare gli strumenti sperimentali e seguire video-tutorial.

Tramite le Regioni, gli Ordini, ANMVI e SIVAR, il CSN raccoglie osservazioni direttamente dai Medici Veterinari prescrittori, molte delle quali sono già state accolte nella creazione del modello elettronico. Una su tutte riguarda l’informazione del microchip, un dato richiesto dal form ma non vincolante ai fini dell’emissione della prescrizione. “Non è un processo calato dall’alto”,  hanno rassicurato i relatori.

Su quella che ha tutta l’aria di una “rivoluzione”, interviene via web anche la Fnovi che oggi scrive sul proprio sito istituzionale:  “Indubbiamente il passaggio alla dematerializzazione, se si abbandona la miopia che spesso ci affligge, non potrà che contribuire ad una evoluzione sociale e culturale della nostra professione: Resta la preoccupazione relativa ai ritardi nella sperimentazione che potrebbero rendere difficile un sereno approccio da parte dei sanitari coinvolti”- conclude la nota.